Skip to content
1536–1602

131

Celio Magno

Vil verme io son per me, vil bocca indegna di baciar il terren, non che 'l tesoro di questo legno in cui te, Cristo, adoro, dolce a me di tua morte, amara insegna.

Dolce: ché di sperar fai l'alma degna eterno seggio infra 'l tuo santo coro; amara: ché 'l martir lamento e ploro che per mia colpa in queste piaghe regna.

Ma qual mi sia, Signor, tu mi creasti a tua sembianza; e 'n corpo uman scendendo la mia bassezza a la tua gloria alzasti. Ben infinito il mio fallir comprendo,

ma nulla al sangue che per me versasti, e figlio fral pietoso padre offrendo.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
131 · Celio Magno · Poetry Cove