Errai, m'accuso: falso, empio sospetto
fe' torto al ver; pentito, il cor se n' dole.
nero il bianco stimai, tenebre il sole,
e pien di frode amor puro e perfetto.
Trafisser l'innocente e nobil petto
le scelerate mie stolte parole;
e 'l bel volto che vita a me dar suole
bagnò di pianto giusta ira e dispetto.
O gelosia, d'Amor perversa figlia!
O di dolce radice amara pianta!
Misero chi a le tue vane ombre s'appiglia.
Ma tu prego, mia dea, perdona tanta
colpa e serena le turbate ciglia:
ch'ov'è più error, più la pietà si vanta.