Qual pianger più debb'io? La rotta fede
e 'l torto di colei che tanto amai,
o pur il mio fallir mentre sperai
da sì perfido cor grata mercede?
Ahi, che per l'erba con mal cauto piede
senza timor d'occulto serpe andai;
e dond'io vita aver credea, trovai
morte che di miseria ogni altra eccede.
Godi felice tu, furtivo amante,
mentre spira al tuo legno aura seconda,
ricco de le mie spoglie e trionfante;
ma tosto e tu vedrai quanta s'asconda
in donna fraude, e ch'è via più costante
al vento foglia o in mar commosso l'onda.