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1536–1602

121

Celio Magno

Quand'ergo al ciel le tante grazie ond'io ardo felice e la mia dea risplende, modesta ella il ver nega, e insieme rende maggior la sua bellezza e 'l foco mio.

Ch'ove pur del bel volto il tempo rio furi alcun pregio, Amor nulla s'offende, tant'altro ampio tesoro in lei comprende che fa beato a pien l'occhio e 'l desio.

E se sue doti eccelse e pellegrine si fan per gli anni a par di sé men belle, a par de l'altre son rare e divine. Ché non ponno oscurar l'ore rubelle

celeste lume: e benché 'l sol decline, vince un sol raggio suo tutte le stelle.

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121 · Celio Magno · Poetry Cove