Senza core io vivea: ch'ei dal mio petto
fuggitivo s'ascose in quel bel volto,
onde poi non curò poco né molto
far più ritorno al suo natio ricetto.
Or de l'alma mia dea cortese affetto
del suo cor mi fa dono, il mio raccolto;
e mentre l'un m'è dato e l'altro tolto,
provo con doppio onor doppio diletto:
ché 'l mio, non pur di far con lei soggiorno
ma d'aver anco il suo nel proprio nido,
tal acquista tesor ch'ogni altro avanza;
né certo il suo trovar seggio più fido
potea, né 'l mio tra quanto scopre il giorno
più dolce, cara e preziosa stanza.