Fedel servo divoto i miei verd'anni
per la patria ho già spesi, or bianco il pelo;
e scorto ognor da puro ardente zelo,
stimai dolci i travagli, utili i danni.
Supplice or vegno a quei sublimi scanni
dove te per mio ben ripose il cielo;
e da spirti divini in mortal velo
chiedo il ristoro omai di tanti affanni.
Tu, che del viver mio speme e conforto
Fosti in ogni fortuna, onde il tuo merto
ne l'alma impresso eternamente io porto:
Spira al mio debil legno in mare incerto
l'aura del tuo favor; che giunto in porto,
sarà 'l mio voto a la tua gloria offerto.