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1269–1327

CAPITOLO VII

Cecco d'Ascoli

Gira lo Sole li vapor levando Da questa terra verso il bel sereno, E l'aëre poi va sempre spessando. Per li riflessi raggi e poi per foco

Fino nel mezzo dove il freddo è pieno Salendo, si condensa a poco a poco. Stando nel mezzo delli agenti estremi L'acqua si forma e scende come grave

Venendo a terra le sue parti insemi. Quanto più freddo è quel mezzo sito, Tanto più sente le tempeste prave Delle ghiacciate pietre ciascun lito.

Ma qui puo' dubitar l'alma gentile: Nel caldo tempo com' se forma il ghiaccio E privasi nel suo tempo simìle? La spera che tien fuoco in sua virtute

Dico che fuga il freddo col suo braccio E tienlo in unità con sue ferute. Così di fuoco li raggi riflessi Inverso l'aere de la nostra terra

Per l'orizzonte assembransi connessi; E quando regge Cancro e po' Leone, Assai più freddo nello mezzo serra: Però lo ghiaccio piove la stagione.

In questo tempo sono fredde le acque Che di sotterra vegnon per le vene, Chè il caldo spinse il freddo che in lor nacque; E calde sono nel gelato tempo,

Perchè il calore sotterra si tene E questo dura fin che il gelo ha tempo. Ma quando Scorpïone regge e Pesce, Questo mezzo aere è quasi temperato;

Però se in lui qualche vapore cresce, Nasce la neve poi con acque quete Perchè dell'un contrario s'è privato Che faccia forte il freddo con sue mete.

Pluvïa muove potenzia di Luna. Se con le prave stelle segue il moto, D'acquosi tempi mostra la fortuna. Maligno corpo che inforca sua luce

Verso la Luna, fin che no è remoto Tempesta muove ed acqua ne conduce. Quando si muove con le dolci stelle Fuga le nubi sì che luce il mondo,

Per qual chiarezza l'alme si fan belle. Quando la Luna sta in benignitate Ogni elemento si muove giocondo E toglie di tristizia qualitate.

La piccinina pluvïa pruina Si forma dal vapor che congelato Ne l'aere è presso, e così la brina: Sottil vapore e freddo e poca altura

Fanno questi atti come il nostro fiato Se dorme respirando la natura. Di tutte umidità la Luna è matre. Quando si mostra la sua luce piena,

Quattro fïate il mare par che latre Fra giorno e notte, sì come nei quarti; In alto e basso così l'acqua mena. E ciò ti dico per scïenze ed arti.

Così degli animati muove il sangue Fra luce e notte, sì come fa il mare, E l'uom s'attrista e la natura langue; Però in qualche ora gli animi umani

Senza ragione senton pene amare Ed allegrezza degli affetti vani. Onde la Luna, sì come riceve, Da lei si forman venti ed acqua e neve.

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