O Colonnesi, o figliuoli di Marte, Toccaste il cielo con l'armata mano Che sempre suonerà per ogni parte. Subita spada con gigliato grido
Faravvi ognora nel terren romano Gli inimici tener col becco al nido. Di gente in gente pur la terza foglia Della colonna sarà posta in croce
Tornando il cielo nella prima doglia. Non perderà la gloria del suo nome Pur resurgendo di tenebre a luce: Qui non è luogo più di dirvi come.
O figurati dalla forte donna, Fermi e costanti nelli tempi pravi, Senza temere sta vostra colonna, La quale pur verrà nel degno merto
Aprendo il cielo con le giuste chiavi. Di dirvi il che ed il quando non son certo. Da Marte viene la fortezza umana Quando si mostra sua benigna luce
Che di sotto l'Arïete s'intana. Uomo disposto dal superno lume Leggeramente allo ben si conduce Se non l'offende il paternal costume,
Chè la villana natura paterna Che passa nel figliuol naturalmente Ripugna all'influenzïa superna. Poni che insieme siano due creati:
L'uno è gentile, l'altro è di vil gente, Sotto una sfera ed in un grado nati. Mostra il cielo che debba conseguire Ciascun di dignitate la corona.
Ciò sarà ben, secondo il mio sentire, Se è nato dell'eccelso Re Roberto, Chè in gentilezza molto l'un sperona A conseguir, lo ciel che l'ha coverto;
Sarà quest'altro sopra il suo lignaggio Sì come re fra li vili parenti, Chè il ciel non puo' levar più suo coraggio. Cosa disposta fa nel cielo aiuto.
Se di diversi effetti ti rammenti, L'acqua lercia dissecca e si fa luto. Fortezza non è altro definita Che alma costante nuda di paura
In ogni avversa cosa della vita. Non è virtute prodezza sforzata Quando di morte vedem la figura, Se l'alma è in sua difesa abbandonata.
Maggior prodezza tegno lo fuggire Quando bisogna, che non sia lo stare, Sol per vitare l'acerbo morire. Sempre è fortezza col giusto temere,
Ma chiunque vuol la vita abbandonare Già non è forte: dico, a mio vedere. Ma la fortezza tegno virtuosa Cui per tre modi l'uomo s'abbandona,
Che fan nel mondo la vita famosa: Prima, per non ricever disonore Nelle sue cose, poi nella persona, E per sua terra conservando onore.
Ma gli occhi miei si sono bene accorti Che pochi son nel mondo questi forti.
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