Veggio che il tempo tralucendo passa, Però non dare indugio a lo tuo bene, Chè il tempo mai non torna poi che lassa. Passato il tempo, non val si pentire.
Per quattro cose pianger si conviene Che fanno per dolore il cuor languire. Convien che lagrimar l'alma consenta Agli occhi tristi per l'inchiusa doglia,
E il giusto pianto so quanto contenta. Pianger diretro al tempo è senza frutto; Ma sopra amico che fu d'una voglia E sino a morte liberale in tutto,
E chi ha virtù e non consegue onore, E chi fu già felice ed è caduto, Licito è il pianto per cotal dolore. Quasi sè perde chinque perde amico.
O quanto attrista lo tempo perduto Pensando l'alma e ragionando sico! Sì che non perder tempo: ormai ti leva, Del tuo intelletto muovendo li remi,
Dicendo a me:«Perchè il mar si solleva E poi s'abbassa, fra la notte e il giorno? E perchè è l'acqua salsa? Tu mel spremi: Per ciò sentire assai son ito intorno».
La Luna, dico, per sua forma occulta, Da l'oriente fin ch'è nel mezzo cielo Tirando il mare, nasce l'onda multa; Dal mezzo cielo fin ch'è a l'occidente,
Quïesce il mare, e il perchè non ti celo: Chè sua virtute in lei non è possente; Da l'occidente sino al mezzo sotta Rigonfia il mare, e verso la Luna alza;
Di poi si posa sino alla prima otta. L'ardente Sole il sottile risolve, Lasciando il grosso: però l'acqua è salza E amara sì che mai non si dissolve.
«Perchè son calde e sì ferventi l'acque Che vengon sotto terra dalle vene? O quanto l'ignoranza mi dispiacque Vedendo di Viterbo il Bulicano
E il Bagno di Pozzuoli come viene E l'Acqua Santa nostra e sotto Agnano». Dico che sotto, dentro alle caverne, Per solfore si fanno l'acque calde,
Sì come per l'odor ciascun discerne. Quanti meati son, ch'io non appello, E gli infernali abissi e le castalde, E Stromboli e Vulcano e Mongibello.
«Perchè il denaro nell'acqua si mostra Maggiore quando il Sole lì risplende?» Che sono spersi della vista nostra Gli spirti dico da cotal splendore,
E al nostro viso, che non la comprende, Si mostra quella quantità maggiore. «Perchè, se l'acqua è fredda, in vetro messa Opposta al Sole, arde il bianco panno;
Se calda è l'acqua, questo effetto cessa?» Dico che l'acqua fredda fa ripulsa Di questi raggi che nel vetro dànno, Sì che lo caldo verso il panno stulsa.
E tu a me: «Perchè nelle cisterne L'acqua naturalmente si restregne, Mentre ognuno queste altre vieta e sperne?» Io dico che per sua sottilitate
E leggerezza il corpo si congegne: L'altr'acqua muove per sua gravitate. «Perchè è più sana l'acqua che più tosto Si scalda e si raffredda in poco d'ora?»
Se tu m'hai inteso ben, io t'ho risposto. L'acqua sottile il fuoco tosto infiamma, E il caldo nel sottil poco dimora; Ma l'acqua cruda assai più tien la fiamma.
«Perchè d'estate, quando l'acqua piove, Dimostra sulla terra tante ampolle, E l'acqua ch'è di verno ciò non muove?» Dico che l'acqua calda della state, Cadendo in terra, risorgendo bolle;
L'inverno per lo freddo son pianate. «Perchè d'estate, nelle gran tempeste, La gente suona a stormo le campane?» Chè il suono rompe l'aria e toglie peste.
Anche ti dico: gli angeli maligni, Invidïosi delle genti umane, Fanno tempeste per certi disdigni, Sì che, sonando le divine tube,
Fugge lor setta come gente rotta. Questo segreto Dante non conube. Sicchè invano, dico, non si suona Ogni campana tempestando allotta,
Secondo che il mio detto ti ragiona. «Perchè dà segno che più duri l'acqua Facendo in terra ampolle e li gran cerchi?» Chè di maggior altezza si disacqua
E dalle spesse nubi forte cade; Però si fanno li cerchi soverchi E par, cadendo, che la terra sbade. E l'arco d'orïente ti sia signo
Che muta il dolce tempo nel maligno.
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