E l'aquila per tempo si rinnova
Volando ne l'eccelsa parte ardente,
Chè sotto la vecchiezza ella si cova.
Nel gran volato le sue penne ardendo,
Riprende giovinezza, e ciò consente
Natura, presso all'acqua ella cadendo.
Stando nel nido coi piccoli nati,
Verso li raggi fa ciascun mirare;
Di quel che vede gli occhi immacolati
Che non son fermi aperti verso il Sole,
Beccandolo, comincia a disdegnare
E nel suo nido mai star più non vuole.
Dov'è il suo nido, non istà dappresso
Nessun uccello, se non vuol morire
E dalle branche sue venir depresso.
Di sua rapina sempre lascia parte:
Piccoli an'mali non vuol mai ferire;
Veggendoli temer, tosto si parte.
Sì mi rinnova nel piacer costei,
Ed arde di vergogna la mia mente
Quando s'aggrava pur di seguir lei.
Spandendo l'ali della sua virtute,
Allora cresce l'intelletto agente
Mirando di bellezza la salute.
E chi con lo suo sguardo non rimira
Al suo Fattore e deprime lo viso,
Costei disdegna, onde il suo cor sospira.
Le lagrime pur bagnano la terra
Essendo da costei così diviso,
Che per difetto cade in la sua guerra.
Sì come donna delle giuste genti,
Disterpa d'ogni vizio la radice
Dal cor che mostra poi gli atti possenti.
Misericordia avendo e caritate,
Alla viltà del mondo contraddice
Facendo degna nostra umanitate,
Dagli occhi suoi nascendo tal piacere
Che fa beato l'uomo nel vedere.