Torno nel campo delle prime note. Dico che ciò ch'è sotto il ciel creato Dipende per virtù dalle sue rote. Chi tutto muove sempre e tutto regge.
Di principio e di fin, di moto e stato In ciascun cielo pose la sua legge. Sono li cieli organi divini Per la potenza di natura eterna
E in lor splendendo son di gloria plini; In forma di desìo innamorati Movendo, così il mondo si governa Per questi eccelsi lumi immacolati.
Non fa necessità ciascun movendo, Ma ben dispone creatura umana Per qualità, cui l'anima, seguendo L'arbitrïo, abbandona e fassi vile
E serva e ladra e, di virtute estrana, Da sè dispoglia l'abito gentile. In ciò peccasti, fiorentin poeta, Ponendo che li ben della fortuna
Necessitati sieno con lor meta. Non è fortuna cui ragion non vinca. Or pensa, Dante, se prova nessuna Si puo' più fare che questa convinca.
Fortuna non è altro che disposto Del cielo che dispon cosa animata Qual, disponendo, si trova all'opposto. Non vien necessitato il ben felice.
Essendo in libertà l'alma creata, Fortuna in lei non può, se contraddice. Sostanza senza corpo non riceve Da questi cieli, però l'intelletto
Mai a fortuna soggiacer non deve. Se fui disposto e fui felice nato, E conseguir doveva il grande effetto, Non posso non volere e star da lato.
Ma in sua balìa ha l'alma il suo volere E l'arbitrio le acquista lo suo merto, Nè puo' necessitate in lui cadere. Or se fortuna l'alma così spoglia,
Già Dio sarebbe ingiusto discoverto Se per altro poter ne mena doglia. Non val ventura a chi non s'affatiga: Perfetto bene non s'ha senza pena:
Fassi felice chi virtù investiga. Ma chiunque aspetta la necessitate Del ben che la fortuna seco mena, Pigrizia lo comanda a povertate.
Fortuna per ragione s'argumenta, E più felici si fanno gli effetti Quando il volere natura argomenta. Nasce ogni pianta per natural moto:
Non coltivando mai, frutti perfetti Non fa nel tempo. Ciò si mostra noto. Così a rea ventura l'anima bella Toglie la morte ch'ha da l'empia carne,
Se al mal pur contraddice e sta ribella. Rompesi qualità per accidenti, Non che il soggetto dell'esser si scarne: Dell'unta calamita ti rammenti
Che non trae ferro sin che non è asciutta L'umidità che sua virtù rinserra. Così fa l'alma: quando è donna tutta, Distrugge qualitate vizïosa
Sì che nel male l'uomo non disserra E trae nel bene la vita dannosa. Contro fortuna ogni uomo puo' valere Seguendo la ragion nel suo vedere.
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