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1258–1312

LXXVIII

Cecco Angiolieri

Il pessimo e 'l crudele odio ch'i' porto a diritta ragione al padre meo il farà vivar più che Botadeo, e di ciò già buon dì men sono accorto.

Odi, Natura, se tu ha' gran torto: l'altrier li chiesi un fiasco di raspeo, che n'ha ben cento cogna 'l can giudeo: in verità, vicin m'ebbe che morto.

"S'i' glil'avessi chèsto di vernaccia?" diss'io, solamente a lui approvare: sì mi volle sputar entro la faccia. E poi m'è detto ch'i' nol debbo odiare!

Ma chi sapesse ben ogni sua taccia direbbe: "Vivo il dovresti mangiare!".

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LXXVIII · Cecco Angiolieri · Poetry Cove