Poi che Fidentio stupido e attentissimo
del gran Trinagio udì l'alta eccellentia,
a i discipuli suoi diede licentia
et chiuse l'ostio al suo gymnasio amplissimo,
exclamando: «O poeta eminentissimo
repleto di mirifica scientia,
o orator di più rara eloquentia
che l'Arpinate nostro facondissimo!
O emulo di quel che morì a Utica,
ben son, ben son felici quei discipuli,
che la tua diligentia ha da corrigere!
Degnati d'aggregarmi a i lor manipuli,
ch'io vo' un subsellio nel tuo ludo erigere,
lasciando qui la magistral mia scutica».