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1526–1565

XV

Camillo Scroffa

Quando il Trinagio, honor de l'human genere, apre le labra a i carmi suoi dottissimi, coron le Muse et Phebo velocissimi, le Gratie, i Salij, et Cupidine, et Venere;

et poi ch'odono il canto non degenere da quel che celebrò con versi altissimi le ville, i pascui e i duci famosissimi che già lasciaro Ilio converso in cenere

sfrondano i lauri, sbarbicano l'hedere, e alternamente a lui facendo homagio mille corone al sacro capo annectono; poi gridan: «Venga ogni poeta a cedere,

peroché in van syllabe et piedi inflectono gli emuli del grandissimo Trinagio».

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XV · Camillo Scroffa · Poetry Cove