Quando il Trinagio, honor de l'human genere,
apre le labra a i carmi suoi dottissimi,
coron le Muse et Phebo velocissimi,
le Gratie, i Salij, et Cupidine, et Venere;
et poi ch'odono il canto non degenere
da quel che celebrò con versi altissimi
le ville, i pascui e i duci famosissimi
che già lasciaro Ilio converso in cenere
sfrondano i lauri, sbarbicano l'hedere,
e alternamente a lui facendo homagio
mille corone al sacro capo annectono;
poi gridan: «Venga ogni poeta a cedere,
peroché in van syllabe et piedi inflectono
gli emuli del grandissimo Trinagio».