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1526–1565

XIV

Camillo Scroffa

Dal primiero incunabulo del mondo fin a questo presente nostro seculo non fu mai visto in individuo alcuno tanto lepor et tanta pulchritudine

quanta al mio venustissimo Camillo n'ha conceduto Giove optimo maximo. Ma ohimè, che se in bellezza egli è ter maximo, in sevitia non trova pari al mondo:

sordo, ingrato et crudele è il bel Camillo, tal che un dì mi farà migrar del seculo; praeterea egli è de la sua pulchritudine tanto superbo ch'ei non stima alcuno.

Non è certo, credo io, nel mondo alcuno il qual non mi tenesse obligo maximo s'io decantassi la sua pulchritudine, facendola perspicua a tutto il mondo;

et pur il canto mio ch'in ogni seculo celebre lo può far spregia Camillo. Deh, o mio spetiosissimo Camillo, se de' miei versi non fai conto alcuno

né viver brami nel venturo seculo, habbi pietà del mio tormento maximo per honor tuo, ché, s'io morissi, il mondo blasphemarebbe la tua pulchritudine,

dicendo: «Con la gran sua pulchritudine valeat l'atrocissimo Camillo, c'ha ucciso senza aver rispetto alcuno il più erudito e il più dotto huom del mondo,

il qual lo prosequia d'un amor maximo et lo facea perenne in ogni seculo». Deh, s'in te si conservi intero un seculo la tua prestante et nobil pulchritudine,

tal che con meraviglia et stupor maximo si nomini per tutto il bel Camillo, da poi che non vuoi darmi premio alcuno cacciami prestamente fuor del mondo,

ché star al mondo e ogn'hor chiamar Camillo ch'alcun non stima per sua pulchritudine è il maximo dolor di questo seculo.

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XIV · Camillo Scroffa · Poetry Cove