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1526–1565

III

Camillo Scroffa

Le tumidule genule, i nigerrimi occhi, il viso peralbo et candidissimo, l'exigua bocca, il naso decentissimo, il mento che mi dà dolori acerrimi,

il lacteo collo, i crinuli, i dexterrimi membri, il bel corpo simmetriatissimo del mio Camillo, il lepor venustissimo, i costumi modesti et integerrimi,

d'hora in hora mi fan sì camillifilo ch'io non ho altro ben, altre letitie, che la soave lor reminiscentia. Non fu nel nostro lepido Polifilo

di Polia sua tanta concupiscentia quanta in me di sì rare alte divitie.

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