Fronde selvagge alcun vento trasporta,
delle quali Amor fa suo santo ovile,
et un'aura che in ciel fatta è gentile
sparse fra mille piagge e fior le porta.
E voi, signor, con providenza accorta
al vostro inclito collo e signorile
fatto n'avete un sì nobil monile
ch'allunga ogni mia speme errante e corta.
Ma guardate, signor, che ivi ha teso
fra l'erbette leggiadre un laccio adorno,
incontro al qual non val forza né arte.
Amor soave mi vi colse un giorno,
né vergogna mi fu l'esser lì preso
dove sospira Apollo, Ercole e Marte.