Ritogli omai di mano, ah poco accorta
alma, ritogli il freno al lusinghiero
senso, che per un vago e bel sentiero
in un profondo abisso ti trasporta;
non seguir l' orme di fallace scorta
dietro a falso piacer lasciando il vero,
a la ragion di te dona l' impero,
che corso più felice a far ti esorta;
fuggi il tuo danno pria che giunghi al varco,
che da vicin ti si dimostra, donde
lassa trabocchi in precipizio eterno;
già vo canuto il crin, gravoso e carco
d' anni, già del mio giorno il sol s' asconde:
prendi tu, Dio, di me, prendi il governo.