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1493–1569

Salmo 7

Bernardo Tasso

Il tuo aiuto, o Signore e pietoso e benigno, contra l' angue maligno chiamo, ch' a tutte l' ore

mi serpe intorno a questo afflitto core. Ti cerco, o Signor mio, per servirti et amarti, ma non posso trovarti,

ché la nube del rio peccato s' interpone al mio desio, e mi nasconde il lume di te, mio sol lucente,

sì che la cieca mente tornerà al suo costume, se non è chi la guidi o chi l' allume. Come raggio talora

di chiaro ardente sole sgombrar la nube suole che l' aria ad ora ad ora conturba col suo scuro e discolora,

così un sol lumicino de la tua grazia immensa, come facella accensa, mostri il dritto camino

a me smarrito e stanco peregrino, acciò ch' io possa omai trovar dove tu sei: fallo, che far lo dèi,

che se non mi ti dai nulla mi giova ciò che dato m' hai. Io t' amo, e se non quanto devrei, che te 'l confesso,

non può lo spirto oppresso dal peso grave tanto di questo mio mortal terreno manto alzarsi ov' è 'l suo bene

da queste egre del mondo cure, vile et immondo, e por tutta sua spene nel tuo santo favor come conviene;

ma se col vivo raggio di tua grazia disgombre questi, ch' a guisa d' ombre mi celano il viaggio,

pensieri umani, ond' io lume non aggio, te sol, Signor eterno, ogni gioia mortale come caduca, frale

e vile avendo a scherno, amerò, colmo d' un diletto interno.

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Salmo 7 · Bernardo Tasso · Poetry Cove