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1493–1569

Salmo 29

Bernardo Tasso

Qualor nel cupo gorgo de le miserie umane, de le cure del mondo egre et insane, sì ch' a pena risorgo,

lasso, mi trovo immerso, il che fa spesso il mio destino adverso, quasi novo Tifeo sotto l' orrido monte,

sovente per uscirne ergo la fronte, ma più de l' onde beo, e riccaggio nel fondo, d' inutili alghe e di bruttezza immondo;

onde, lasso, m' aveggio che la natura frale a potersi da sé levar non vale, ma va di male in peggio,

e piango l' error mio con le preghiere e 'l cor rivolto a Dio, certo che con la mano possente oltra misura

ei mi sollevi da quell' onda oscura; né 'l mio sperare è vano, ché quel Signor superno, che del mondo e del Cielo have il governo,

come padre pietoso che vede il caro figlio precipitato in qualche gran periglio corre presto, e bramoso

la sua destra gli porge, e tanto fa ch' ei si rileva e sorge, con la di sua pietate virtù forte e possente

da questo cupo pelago la mente, da quest' onde turbate de' miei gravosi affanni, m' inalza, et obliar fammi i miei danni.

Quali grazie, o Signore, ti potrò render mai di tanto bene che m' hai fatto e fai? Io ti consacro il core,

e i pensieri e 'l desio, già posto il mondo e me stesso in oblio.

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Salmo 29 · Bernardo Tasso · Poetry Cove