Skip to content
1493–1569

Salmo 24

Bernardo Tasso

Signor, l' antica serpe che con gran studio e cura intorno al nostro cor s' annoda e serpe, crudo fuor di misura

e rio nemico a l' umana natura, tosto ch' apro quest' occhi m' appresenta un oggetto, perché nel laccio suo caggia e trabocchi,

pieno di van diletto, e 'l cor alletta stolto et imperfetto, che qual in sul matino, ingannato dal ramo,

se 'n vola al visco semplice augellino, o come pesce a l' amo, onde ne resta poi pentito e gramo, il ferro adonco ingoia,

e si rinvesca l' ali tutto nel visco d' una breve gioia de' diletti mortali, più ch' ombra lieve, o fior caduchi e frali;

né perché si dimene dal visco si districa, né toglie a sì tenaci aspre catene, anzi ognor più s' intrica,

quanto più d' indi sciorsi s' affatica; e se non mi soccorre la tua grazia infinita contra colui che dispetato aborre

la nostra eterna vita, in preda rimarrà l' alma smarrita di quell' empio Tiranno, ove dannata fia

nel foco ardente de l' eterno danno la peccatrice e ria a sempre lagrimar la colpa mia. Soccorrimi, Signore,

e le reti tenaci di man tessute del mio proprio errore sciogli, rompi e disfaci, sì che fuggita da le man rapaci

del senso lusinghiero, possa lieto e devoto sacrarti i miei desiri e 'l mio pensiero con un perpetuo voto,

pieno di fede, e d' ogni colpa voto.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
Salmo 24 · Bernardo Tasso · Poetry Cove