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1493–1569

Salmo 22

Bernardo Tasso

Come infermo, cui ardente febbre le vene e 'l petto coce così che 'l letto gli pare aspro e cocente,

ch' è molle e fresco, ond' ei ne sta dolente, così da febbre ria di tante noie offesa, e del suo foco accesa,

arde l' anima mia, né diletto alcun piglia ove devria. Come a cotanti affanni, lasso, potrà far schermo

omai l' animo infermo, a sì gravosi danni, che mi fan portar rotto il volto e i panni? Io non ho cor di scoglio,

orrido, forte e duro, ch' ognor saldo e securo contra il marino orgoglio di sua percossa non sente cordoglio.

Qual da contrari venti è combattuto pino, e dal furor marino, qualora gli elementi

fan guerra insieme, onde il nocchier paventi, tal è l' animo mio da noie tante e tali de le cure mortali

del mondo iniquo e rio, onde me stesso e mia salute oblio. Misero, chi m' aita in sì crudel tempesta

di duol, che mi molesta questa noiosa vita, se non tu, Dio, che sei pietà infinita? Sol in te, Padre, spero,

in te, Signor, che pòi soccorrermi, se vòi, e come buon nocchiero condurmi in porto di salute vero.

Non mi lasciar, Signore, sotto a sì grave pondo degli affanni del mondo, ma con paterno amore

donami la tua grazia e 'l tuo favore.

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Salmo 22 · Bernardo Tasso · Poetry Cove