Ecco, Padre e Signore,
ch' a te ritorno pur pentito e gramo,
come augellin da l' invescato ramo
del cauto augellatore
fuggito a pena, e d' ogni intrico fuore;
ecco che 'l cor si pente
d' ogni suo fallo, e d' un continuo e largo
fiume di duol la faccia e 'l petto spargo,
e ti purgo la mente
quanto la fragil carne a me consente.
Deh, non torcer il volto
da quest' anima afflitta e peccatrice,
che qual nova Alcione il suo Ceice
ne l' onde irate involto,
me nel mar del mio error piange sepolto.
Non ti sdegnar se spesso
sì come incauto pesciolino a l' esca
ritorno onde il piacer folle m' adesca,
e se rompo e ritesso
il duro laccio che m' ha al collo messo,
perché padre pietoso
non manca mai d' aiuto e di consiglio
al disubidiente ingrato figlio,
pur che mesto e doglioso
si penta del suo fallo, e lagrimoso
gli cheggia umil perdono;
Padre benigno, se con tanta cura
fatt' hai me tuo figliolo e tua fattura,
perché poi che non sono
contra il nimico a difendermi bono
senza tua fida aita,
de la tua grazia onde mi dai lo scudo
duro, ond' io son or disarmato e nudo,
sì che da l' infinita
sua rabbia questa timida e smarrita
anima si difenda,
che come agnella mansueta e pura
abbandonata in questa selva oscura
piagne, perché l' intenda
e cura di salvarla il pastor prenda?