Come timida e snella
cervetta dagli artigli
di lonza, ch' abbia i figli
ancora a la mammella,
fugge, e da l' unghia dispietata e fella,
così da quel rapace
nimico oltre misura
de l' umana natura
l' alma lieve e fugace
per questa vita, ove non ha mai pace;
ma chi senza il tuo aiuto,
Signor, potrà fuggire,
benché n' abbia il desire,
da nimico sì astuto,
ancor che fosse augel lieve e pennuto,
s' egli ha più reti ascose,
e più lacciuoli et ami
che non ha selva rami,
che april fioretti e rose,
in tutte queste basse umane cose?
Non è mondan diletto
ch' egli non sparso e pieno
l' abbia del suo veleno:
o rio mondo imperfetto,
di mali e vizii sol casa e ricetto!
Dove volgerò il passo,
lasso, che non trabocchi,
con la mano, cogli occhi,
cogli altri sensi, a basso,
ove lacciuoli e reti ha poste al passo?
Ma tu che 'l gran periglio
vedi, e ch' al mio desio
repugna il senso rio,
perché qual padre a figlio
non mi dai man, pria che mi dia di piglio?
Perché col forte braccio,
alto Motore eterno,
che fa tremar l' inferno,
non rompi ogni suo laccio,
ond' ei schernito, io fuor esca d' impaccio?