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1493–1569

Salmo 17

Bernardo Tasso

Come assetata cerva ognor desia fresca fontana o rivo, così l' anima mia, il mondo e i suoi diletti avendo a schivo,

te fonte eterno e vivo, onde, sì come da vena surgente, si deriva un licore che ebbra rende la mente,

e la riempie d' un santo furore del tuo divino amore, quando fie mai, che sciolta et ispedita da le cure mortali

di questa ombra di vita, verso le case tue celestiali dispieghi ambedue l' ali? Quando sarà già mai ch' esca da queste

de la miseria umana terrene, atre tempeste, de' suoi piacer de la speranza vana l' alma libera e sana?

Prendi il timon di questa fragil barca, tu scorta e tu nocchiero, sì che leggiera e scarca de le merci del mondo lusinghero

la meni in porto vero; nel vero porto d' eterna salute e di perfetto bene, a quelle di virtute

sempre beate e sempre fide arene d' ogni diletto piene. Quando a l' erma palustre et ima valle di questa vita errante

rivolgerò le spalle, e seguirò, leale e fido amante, le tue vestigia sante, e vedrò ne la tua serena fronte,

nel lampeggiante viso, che rende ogni orizzonte e lucido e seren sol con un riso, il ben del Paradiso?

O sempre per me dì lieto e beato che 'l mio lungo desio, da varie trasportato cure di questo mondo infame e rio,

condurrà avanti a Dio!

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Salmo 17 · Bernardo Tasso · Poetry Cove