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1493–1569

Salmo 15

Bernardo Tasso

Benignissimo Padre, io t'amo, io t'amo, ma non quanto vorrei, ché di più amarti bramo, e se potesser tanto i desir miei,

nulla fuor che te sol cosa amerei; ma l' anima, ch' un giogo ha duro al collo da vanità ristretto, sì che non può dar crollo,

ha per suo caro e desiato oggetto preso vane speranze e van diletto, e da l' incauto senso, che la mena ovunque vuol, tirata

con la salda catena de la voglia, a seguir sempre ostinata la via de' suoi diletti incominciata, pon te, mio Creator, spesso in oblio,

e d' errore in errore condotta dal desio, scorta fallace et infedel rettore, si fa lontana dal tuo santo amore.

Se potesse veder la tua beltate senza nube di velo, come l' alme beate, di santo accese, incomprensibil zelo,

veggon ognor, la tua mercede, in Cielo, il gentil raggio de la tua bellezza, più d' ogn' altro possente, ogni mortal vaghezza

sgombreria fuor de l' ostinata mente, e quella mi terria sempre presente; e come Clizia ne l' amato Sole, la cui beltà sospira

con tacite parole, sempre i begli occhi desiosa gira e da lungi il vagheggia e lo rimira, tal io co' lumi del mio bel pensiero

ognora a te rivolti, d' un cibo eterno e vero nudrirei l' alma, e i desir vani e stolti si starian sempre in cieco oblio sepolti.

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Salmo 15 · Bernardo Tasso · Poetry Cove