Se mi prezzate in guisa che col raro
illustre stil de l' uno e l' altro Tosco
il mio troppo volgare e troppo fosco
osate d' affermar che vada a paro,
poco del vostro onor terravvi avaro
il Mondo, e d' occhio assai peggior che losco,
ond' io, che v' amo e 'l mio poter conosco,
fovvi tanto periglio espresso e chiaro;
né lice a me cantar questa Fenice,
ché a voi per lei concesse il plettro d' auro
quel Dio che nel Parnaso ha sommo impero:
voi quanto ella sorvola a Laura e Bice
tanto farete il Tebro e 'l bel Metauro
gir più che l' Arno e che la Sorga altero.