Quella che de le nostre dolci rive
portò negli alti monti i suoi be' rai,
ch' io poi mal vidi un tempo, e ne cantai,
spargendo nel cantar lagrime vive,
cantate voi, s' in voi s' annida o vive,
com' io credo, pietà degli altrui guai,
Tasso immortal, perch' altro non fia mai
che 'l vostro dir ch' a tant' altezza arrive.
Io pur mi afffanno, ma la voce umile
gli effetti del desio frange et affrena,
ch' a l' oggetto il poter ben non risponde;
ma s' io desto a parlarne il vostro stile,
qual Arno Laura, risonar Lisena
s' udiran de l' Isauro ambe le sponde.