Svegliati omai da questo lungo e rio
sonno che viva t' ha quasi sepolta
ne le miserie umane, anima stolta,
e ponti sotto a' piè speme e desio;
inalza gli occhi al gran splendor di Dio,
ch' ei questa nebbia tenebrosa e folta
onde sei stata tanto tempo involta
disgombrerà, Signor benigno e pio;
chiudi gli orecchi al dolce, lusinghiero
canto di queste false empie sirene
gioie del mondo, oimè troppo possenti;
drizza a guisa di strale il tuo pensiero
e i tuoi santi desiri al sommo bene,
né diletto mortal più ti contenti.