Signor del Ciel, quella pietà infinita
che ti sospinse a morte acerba e dura
prender, per dar a me, tua creatura
ingrata e vil, felice, eterna vita,
movati a dar a quest' anima aita,
che se più tarda fia, quei che procura
il danno nostro con perpetua cura
l' avrà qual lupo agnella, oimè, rapita.
Debile, inerme, a ben armato e forte
nemico contrastar non posso, e vinto
darò per forza al vincitor la palma;
donami tu virtute, arma quest' alma
di caritate e fede, ond' ella porte
di lui vittoria, ed ei rimanga estinto.