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1493–1569

99

Bernardo Tasso

Fumino i sacri altari di puri incensi, da pietoso core posti con larga man ne' fochi chiari, mentr' io pien di dolore

canto la bella Dea madre d' Amore. Alto pregio del cielo e d' uomini e di Dei sommo diletto, madre di quanto sente e caldo e gelo,

che con benigno aspetto infondi in terra ogni felice effetto, tu sotti i bianchi rai, tu ne la luce de la terza stella

fra le gioie del ciel lieta ti stai, et ogni cosa bella rendi col guardo in questa parte e 'n quella. Te, come l' ombre il giorno,

fuggon le nebbie, le tempeste, e i venti; il ciel da' tuoi begli occhi fatto adorno si dimostra a le genti pien di nove vaghezze e d' ornamenti.

Al tuo santo apparire la giovenetta Primavera riede coi lieti giorni in grembo, e fa fuggire con frettoloso piede

ciò che la sua stagion conturba e fiede; e col fiato secondo Zefiro rende gravido il terreno, onde gioisce e si rallegra il mondo,

e la terra apre il seno d' erbe, di fiori, e di bellezze pieno: tu d' un foco gentile accendi ogni animal selvaggio e fero,

sì che nel vago e dilettoso aprile pien di dolce pensiero segue l' amica sua presto e leggero; né monte, fiume, o mare,

erto, corrente, o tempestoso sia, giamai toglier li puote, né celare sua dolce compagnia, né torta alpestra o solitaria via.

Senza te nulla cosa apriria gli occhi in questa umana luce, ma staria ne le tenebre nascosa: tu sola scorta e duce

sei a quanto di bel qua giù riluce. Dunque poi che sei tale ch' ogni cosa da te riceve aita, sciogli il collo dal giogo aspro e mortale,

tal che l' alma smarrita torni a la sua tranquilla e lieta vita.

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99 · Bernardo Tasso · Poetry Cove