A voi, gran Sire, a voi che sete erede
del maggior Duce ch' abbia ornato il mondo
poi ch' Apollo col lume almo e giocondo
vaghi colori a l' erbe, ai fiori diede,
a voi, Filippo invitto, or si richiede
de l' alta Monarchia reggere il pondo,
al cui valor ogn' altro fia secondo,
se non vi rompe il Ciel la data fede:
volgete omai le trionfanti e belle
vostr' insegne, che seco han la vittoria,
contra il fiero di Dio nemico e nostro;
che domo quel feroce, orribil mostro,
stenderete col regno anco la gloria
per tutto ov' occhio uman vede le stelle.