Il Tevre piange il già perduto onore
con la sua Donna, e ne l' erboso letto
le meste Ninfe fanno molle il petto
de l' umor che dal cor stilla il dolore;
la Notte tolte al suo fratello l' ore
più non ritorna nel tartareo tetto,
e Morte più che mai prende diletto
di mandar l' alme del suo carcer fuore:
chi di questa si lagna, e chi di sorte
pronta a' suoi danni; et è 'l concento tale,
qual nel regno di Dite udir si suole;
et io mi doglio di due luci sole,
Girolamo, che fan meco immortale
la pena mia, e le mie gioie corte.