Già intorno al marmo che 'l gran Carlo asconde
arsi avean mille rari, arabi odori
Germania, Italia e Spagna, e quel di fiori
sparso, e di pianto e di funerea fronde,
già Febo, adorno di sue chiome bionde
di sempre verdi e trionfali allori,
cantava le sue glorie, e i tanti onori
ch' altro grido di lui sparge e diffonde,
quando con dolce e non più udito suono
l' Eternitate a l' improviso apparve
e nel sasso scolpì: “Qui colui giace
cui l' un mondo domar sì poco parve
che vinse l' altro, e d' ambi altrui fe' dono:
augurate a quest' ossa eterna pace”.