Prendi, sacra Calliope, i panni allegri, le perle, l' ostro, le ghirlande, e i fiori, e spoglia il cor di pensier tristi et egri: più che mai bella la tua chioma onori
quel sempre verde e glorioso alloro, pregio alto di poeti e imperadori; piglia il sonoro e ricco plettro d' oro, e piena di celesti e bei concetti
dona diletto a l' amoroso coro. E tu, che guerra ai travagliati petti fai col tuo strale, Amor, presta 'l cor pace dettandoli divini alti intelletti;
tempra l' ardente et amorosa face, tanto ch' io mandi altiere lodi intorno del dì che sì soperbo andar mi face. Oggi è 'l felice et onorato giorno
nel qual vidi beltà che senza pari di fam' ha 'l Mondo, e d' alta gloria adorno; nel qual gli occhi mirai sereni e chiari che 'l camin mi mostrar di gir al Cielo,
a spregiar Morte, e gli anni invidi avari: ond' io squarciai l' oscuro e fosco velo che 'l vero lume m' appannava in guisa che senza alcuno onor cangiava il pelo.
Mi fu in tal dì la libertà precisa, e posto in servitù dolce e soave; fu da' bassi pensier l' alma divisa; in tal giorno donai lieto la chiave
de la mia vita a lei, che d' ora in ora sgombra del cor ciò ch' è noioso e grave. O dì beato, il Ciel te faccia ognora via più degli altri risplendente e puro
quando de l' Occean ti scorge fora; ogn' altra nebbia, et ogni fumo oscuro seggan negli antri, e 'l tuo seren non copra Giunon gelosa, o Giove irato e duro;
Apollo più che mai contento scopra i chiari raggi, e per farti sereno ponga ogni studio, ogni suo ingegno et opra; Zefiro solo di dolcezza pieno
voli per l' aria, et a l' erbette tolti, faccia di vaghi fior bello il terreno; Borea co' venti impetuosi e stolti restino lor mal grado in qualche speco,
o ne la pregion d' Eolo insieme accolti; porti l' Aurora rugiadosa seco i più vaghi color, quando ti adduce, tal che ti lodi ogni latino e greco,
e dica: in cotal giorno un' alma luce, un celeste splendore al Mondo apparse, che sovra ogn' altro qui tra noi riluce. O benedetto dì che 'l petto m' arse
quel dolce sguardo, e la soave vista, ch' a la luce del Ciel puote aguagliarse; o dì nel quale onor chiaro racquista l' ingegno, onde 'l dolor suo disacerbe
l' alma già per adietro oscura e trista: io prego il Tempo che con meno acerbe voglie raffreni il suo veloce corso, e più lungo degli altri a noi ti serbe;
e l' Ore lievi, poi ch' avranno il morso posto a' destrier del Sol, ch' oziose e lente ti dian contra la notte alcun soccorso, sì che sian tardi in te le luci spente.
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