Debb' io por in oblio i tuoi pregiati onori, o gran Re de' pastori, volto a parlar d' amore il pensier mio?
Cantiam l' agreste Iddio, o boscareccie dive, fra queste verdi olive, che forse i vaghe venti
si fermeranno al nostro canto intenti; e gli augelli d' intorno tregua al lor dolce pianto daran, mentre ch' io canto.
Debb' io prima lodar, o Pan, quel giorno che questo uman soggiorno di te festi felice, allor che la nutrice
si fuggì per paura, scorta l' istrana tua nova figura? O cantar come in seno pien d' amoroso zelo
ti portò 'l Padre al cielo, volando per l' aperto aere sereno, onde Giove fu pieno di dolce maraviglia,
quando sovra le ciglia vide le belle corna che fan la fronte tua vaga et adorna? Dirò l' alto desire,
ch' ancor par che ti stringa, de l' amata Siringa, empia cagion del tuo fero languire? La qual, sol per fuggire
da le tue ardenti voglie, vide l' umane spoglie cangiarsi, e perdeo il lume lungo le rive del paterno fiume.
Ah Ninfa, ove sì presta fuggi da chi ti chiama, da chi t' apprezza et ama? Affrena il passo, e nel bel petto desta
dolce pietate onesta: un Dio è che ti chiede, deh ferma, Ninfa, il piede, non vedi ch' a la morte
ti scorge il cielo, e la tua dura sorte? Così dicevi. Ah folle! Mentre fugge s' affanna di venir lieve canna,
né perciò a' caldi tuoi desii si tolle: che tu col volto molle, perché vivesse teco, al tuo frondoso speco
quella portasti, e poi temprasti col suo suono i dolor tuoi. Tacerò di Diana, acciò che non s' adiri,
s' come a' tuoi sospiri, vinta dal vago don di bianca lana, fu cortese et umana; e ne le selve ombrose
l' alte voglie amorose fece contente e liete, spengendo in parte la tua ardente sete. Te le donne baccanti
seguon con dolci balli fra fior vermigli e gialli; e qual di fresca calta e d' amaranti, qual di gigli e d' acanti
t' orna le belle chiome; qual chiamando il tuo nome con un festoso grido, fa che di Pan risuona intorno il lido.
Siemi, Iddio, sì cortese, che la pianta onorata tanto a quest' occhi grata non tema di pastori alcune offese,
sì ch' a le genti accese di virtù chiare e conte possa cinger la fronte, e col pregio maggiore
e poeta coroni e imperadore.
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