Traboccat' è la speme, e irato sale
l' audace mio desir, né posso aitarmi,
non avendo sì dure e possent' armi
che faccian schermo al colpo aspro e mortale;
potess' almen questo corso fatale
finir omai, o d' altra speme armarmi,
e quei bei lumi più pietosi farmi,
ov' è riposto il fin d' ogni mio male:
ma Fortuna rubella a le mie voglie
con Amor congiurata a farmi oltraggio
ogni pace mi fura, et ogni bene;
e perché sien più gravi le mie pene,
fiera, a quest' occhi lagrimosi toglie
l' amata vista del lor chiaro raggio.