Vesta di bei smeraldi ambe le sponde
il figliol di Benaco, e 'l suo bel letto
orni d' arena d' oro, et a diletto
scherzin le Ninfe sue per le chiar' onde;
l' antiqua Manto di pregiata fronde
si cinga il crine, e con cortese affetto
alzando gli occhi al Cielo, e l' intelletto,
renda grazie al Signor ch' ivi s' asconde:
ch' unqua sì caro don, sì ricco pegno
non diede a noi in qual si voglia etade,
né mai sì chiaro sol vide la terra.
Giulia fia vostra Donna, in cui si serra
quel che d' eterno onor pò far l' om degno.
O felici, beate, alme contrade!