Veggio, Signor, de' già smarriti onori
la bella Donna ancor ricca et altera
sotto tua scorta, e ritornar qual era
la chioma degna de' sacrati allori;
e le Ninfe d' Ibero, i lieti fiori
lasciando a dietro, la perduta schiera
pianger de' figli; e Tago, Beti et Era
ritenir per timor gli usati errori.
L' Adige, il Tevre, il Po, l' Adda, e 'l Tesino
di smeraldi coprir le vaghe sponde
per coronar la tua vittrice chioma:
e perché, Guido, poggi al ciel vicino,
sonar il Vaticano, e d' oro e fronde
irsene più che mai soperba Roma.