Quando l' Aurora i rugiadosi fiori fa col suo pianto, e mena seco il giorno, e quando torna in occidente il Sole, e degli orridi monti è maggior l' ombra,
invita Amor con dolorosi versi a lagnarsi la lingua, a pianger l' alma. Lasso, va ognor pellegrinando l' alma, ne la stagion che fan più bella i fiori,
allor che degli augei s' odono i versi, e quando è breve e più gelato il giorno, de l' amato arbuscel cercando l' ombra, sol per fuggir d' amor l' ardente sole.
Ancor un dì non ha portato il Sole tranquillo o lieto a questa miser' alma, né potuto ho trovar soave l' ombra de' verdi rami; le viole e i fiori
d' Amor son per me secchi, e notte e giorno sfogo l' acerbo duol con novi versi. Ma non curò giamai rime né versi la Donna agli occhi miei lucido sole,
tal che veder non spero in alcun giorno piegato il cor, e quell' indurat' alma, benché rinaschin mille volte i fiori, e perdin gli arbuscei le foglie e l' ombra.
Misero, quante volte a la dolc' ombra d' un bel Genebro con dolenti versi ho piene di pietà l' erbette e i fiori; quante fiate ho pien d' invidia il Sole
lodando quella bella angelic' alma, ond' a noi già mostrò men chiaro il giorno! E colei, ch' a sua voglia e notte e giorno dona a quest' occhi e lieta e trista l' ombra,
non destò mai di me desio ne l' alma, sì che potessi con più lieti versi cantando salutar talora il Sole, e coglier del mio amore o frutti o fiori.
Aprile senza fior, senz' alba il giorno fia prima, e 'l Mondo senza sole et ombra, ch' oda i miei versi quella rigid' alma.
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