Tenera verga de la nobil pianta
che diè cibo a' mortali al secol d' auro,
cui ornò il Tebro un tempo, indi il Metauro
le rive e l' onde di ricchezza tanta,
de le cui lodi illustre grido canta
cose che stupir fan lo Scita e 'l Mauro,
di cui l' Eternità nel suo tesauro
serba memoria, e se ne gloria e vanta,
poggia felice al Cielo, e i tuoi be' rami
carchi di spoglie eccelse e di trofei
sian de l' onor d' Italia alto sostegno;
sì ch' ogni cor gentile in ogni regno,
dagli ultimi Britanni ai Nabatei,
d' onesta invidia pien, t' onori et ami.