sotto candido vel, che ricopria
le chiome d' or, che mille palme dato
hanno ad Amore, e la fronte, che irato
mar può quetare, e tempesta aspra e ria,
diletto tal da' duo begli occhi uscia
qual mai da senso uman non fu provato,
che facea di languendo: – O me beato,
s' ella nel cor come del nome è pia!-,
da la bocca di rose, onde natura
scopre i tesori suoi, dolci parole,
ch' han più virtute assai che d' arte maga,
ma, lassi, che fortuna è pur qual suole
instabil sempre, e del mal nostro vaga:
il ben che ci diè dianzi ora ci fura.