O di beltà divina imagin vera,
fatta per ma di quel Pittor eterno
che fe' fiorito april, gelato il verno,
sereno il dì, la notte oscura e nera,
Donna, che così lieta ite e sì altiera,
ogni terreno onor avendo a scherno,
spesso da questo cieco oscuro Inferno
al Regno chiaro ove non è mai sera,
e ne la fronte del gran Re celeste
ove s' impara e vede ogni virtute
mirate il vaneggiar di noi mortali:
qualor da queste mondane tempeste
a quel porto v' alzate di salute,
mostratemi il camin, datemi l' ali.