O d' invitta onestate altiero albergo,
più chiaro che i miracoli d' Egitto
che fan col crudo tempo alto conflitto
e gli piagano spesso il petto e 'l tergo,
Donna Real, col cui favor io m' ergo
più alto che il mio termine prescritto,
portando al Cielo il vostro nome invitto
di cui cotante carte io spando e vergo:
o me beato, che le luci apersi
nel Sol de' bei vostr' occhi, onde mi venne
virtute tal, che roco oscuro augello
nel vostro almo splendor tanto mi tersi
ch' ora per questo ciel spiego le penne,
vostra sola mercé, canoro e bello.