Dunque può tanto il senso aspro e severo,
ch' in voi (sì come suol) ragion non frena,
ch' a lamentarvi, a lagrimar vi mena
con la lingua, cogli occhi e col pensero,
lei pur piangendo, ch' inalzata al vero
ben, ove mai non turba o rasserena
la mente sua mortal gioia né pena,
è cittadina del celeste impero?
S' invidiosa del piacer non sete
ch' ella negli occhi de l' eterno Sole
pasce ad ognora, e di ciò ciba il core,
la sua felicità più non piangete,
ma i pensieri a Dio volti e le parole,
lui ringraziate, a lui rendete onore.