Vaga Fenice che con l' ali d' oro,
con le piume di perle e di smeraldi
a contemplar del Cielo ogni tesoro
t' alzi co' tuoi pensier bramosi e baldi,
e de' spirti gentili il picciol coro
coi rai di tua beltà sì infiammi e scaldi
che, come bianchi augei, col lor sonoro
canto a seguirti sono ardenti e caldi,
io, che penne non ho per venir teco
né vanni destri e forti a sì gran volo,
d' invidia pien ti seguo con la vista,
e senza il lume tuo rimaso cieco
resto qual uom che peregrino e solo
in fallace camino erra e s' attrista.