In questo, o Dea terrena, almo e fecondo
e largo campo de la virtù vostra,
che di lume e splendor di pari giostra
con quante furon chiare o fieno al mondo,
fra sì rare eccellenze io mi confondo,
cotanta copia agli occhi mi si mostra
di bellezze, che indora, imperlar e inostra
ovunque miro, e fa lieto e giocondo:
però pien di stupor mi volgo intorno,
vago, s' avesse ardir, di por la mano
e tesservi d' onori ampia corona;
ma poi m' accorgo, onde n' ho tema e scorno,
che quest' opra non è d' ingegno umano,
ma de l' alte cultrici d' Elicona.