Allor che 'l Sol da mezzo 'l cielo ardea
con mille raggi il bel nostro orizzonte,
rimirando d' Enaria il chiaro monte
Nereo con voci meste alto dicea:
O bella, o vaga, o certo immortal Dea,
scopri l' aurato crin, scopri la fronte;
mostra quelle bellezze eterne e conte,
nate per far mia vita acerba e rea.
O più che l' onde assai ricco e felice
scoglio, che chiudi il mio tesoro in grembo,
Crocale di quest' alma unica speme!
Deh mira, o Ninfa, a queste basse arene,
che vedrai 'l Dio del mar per te infelice
versar dagli occhi un lagrimoso nembo.