Quel arbuscel, che di pungenti foglie
d' una rara beltà fregiato intorno,
e d' onorati fior altero, adorno,
empie l' afflitto cor d' acerbe doglie,
a' pensier miei la sua grata ombra toglie,
ov' io sempre sperai lieto soggiorno;
tal che pensoso a lagrimar ritorno,
poi ch' altro frutto il mio servir non coglie:
ma siami pur contraria la mia stella,
ch' altra fronde non fia che copra e adombri
le chiome mie ch' un verde e bel Genebro.
Questa felice e lieta pianta è quella
che m' ha i bassi desir dal petto sgombri,
ond' io ne' versi miei l' orno e celebro.