Questa fera gentil, ch' io temo et amo,
corre così leggiera, e sì fugace,
che benché col desio pronto et audace
speri pigliarla, invano spero e bramo;
e se talora di lontan la chiamo,
si ferma; indi nemica a la mia pace
di poggio in poggio va presta e fallace,
come vago augellin di ramo in ramo:
quando la scorgo al trappassar d' un colle,
ora l' occhio la perde, or la rivede,
ora a dietro rimansi, ora m' avanza;
e quanto più mi s' allontana e tolle
agli occhi, allor mi cresce la speranza
di giungerla col tardo e 'nfermo piede.